...e l’ignoranza?! No. Si faccia avanti il sapere.

Per una critica dell’anti-complottismo - La lezione di Montesquieu

Edoardo Schinco

«Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno».(Mt. 5, 37)

 Ad oggi, non è necessario fare una ricerca approfondita per avvertire una crescita vertiginosa dell’uso del termine «complottismo» nell’ambito della discussione pubblica; in particolare, la morte del sociologo Zygmut Bauman (9 gennaio 2017) ha segnato suo malgrado un punto di svolta per la diffusione di termini quali fake news o «post-verità», termini accuratamente svuotati di senso in modo che ognuno potesse interpretarli a proprio piacimento. Che si parli dell’abuso della farmacovigilanza, della dittatura dello spread, dei rettiliani, dell’utilizzo dei big data, della burocrazia europea a Bruxelles, delle scie chimiche, del condizionamento dei mezzi di comunicazione di massa, dei chip sottopelle, degli avvistamenti delle sirene, dell’influenza degli interessi delle lobbies oppure dell’operato di George Soros, tutto questo è ricondotto pacificamente sotto la categoria onnicomprensiva del “complotto” e da qui, una volta ridipinto con qualche tinta naïf, viene delegittimato come una sorta di recrudescenza oscurantista da Alto Medioevo (Polibio avrebbe parlato di «oclocrazia») che i Lumi del «buon senso» hanno tardato... Continua

I consigli di Plutarco: esiste un’etica universale per il politico?

Renato Baruffi

Trovandomi tra le mani lo scritto di Plutarco Consigli ai Politici,1 ho, per curiosità, sfogliato alcune pagine e letto con molto interesse alcuni brani. Se pur scritto nel I secolo dopo Cristo, il saggio ha inevitabilmente suscitato una riflessione sul modo d’essere della politica – e dei politici – al giorno d’oggi. I Consigli di Plutarco sono dettati da una visione “classica” dell'etica politica e delle qualità che chi si dedica all’attività politica deve possedere. L’imperativo categorico sul quale Plutarco basa la propria dissertazione è apparentemente ovvio: il politico deve operare con competenza nell’esclusivo interesse dei cittadini che egli rappresenta. Gli esempi di violazione di questo principio etico erano anche allora piuttosto eloquenti. Abbiamo visto più volte, dice Plutarco, cittadini «che si volgevano alla politica per trafficare e arricchirsi, altri che diversamente, ma sempre con intenti poco rassicuranti, prendevano la politica per infatuazione, dettata dalla vanagloria o spirito di rivalità, o per mancanza di altre occupazioni». Non bisogna dimenticare che Plutarco ha una visione “alta” della politica, con spunti ancora attuali; per... Continua