Mercoledì, 16 Febbraio 2011 01:00

2,00 € di scienza

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bigliettoQuanto poco costa sapere. Certamente meno del rimanere ignoranti. La fine del mondo? Per i catastrofisti si!. Ma per chi non lo è ci vorranno ancora 5 miliardi di anni, perchè questo accada. Tanti quanto quelli calcolati dagli astrofisici per la durata del Sole. Si, del Sole, dal quale dipende ogni forma di vita, il moto dei pianeti con le loro forze gravitazionali e orbite ellittiche perfette.
La vita sulla terra non avrà altrettanta durata. E non augurariamo a nessuno di vivere fino a quel momento che sarà atroce. Il sole  si espanderà fino ad assorbire e liquefare la terra e ogni altro pianeta del suo sistema per poi esplodere. Questo è quanto accadrà. Una soluzione finale diversa da quella annunciata nella profezia dei Maya:  fine del mondo nel 2012. Ma questa, a differenza di quella scientifica, è solo superstizione carica di suggestione e stravaganza.

impattoUna premonizione che non poggia su dati scientifici, non ha ragione di essere creduta rispetto a verità dedotte dallo studio di diligenti uomini di scienza attraverso esperimenti e calcoli matematici complessi, che sono alla base di previsioni più credibili. Nei quattro giorni del “Festival delle Scienze 2011” tenutosi presso l’Auditorio di Roma sul tema: “la fine del mondo istruzioni per l’uso”, alcuni di loro, fisici, astrofisici, geofisici, sociologi, filosofi, si sono meritevolmente prestati come relatori di “lectio magistralis” per informare il pubblico sui reali rischi d’estinzione che l’umanità corre a breve termine per motivi ben precisi quali: uso irrazionale delle risorse energetiche conseguente ad un consumismo esasperato al limite del patologico, crescita demografica, inquinamento ambientale, radioattivo, rischio di guerre batteriologiche, nucleari. Si annidano qui, in primis, i pericoli di un 2012 per l'uomo moderno, non nella premonizione Maya, o in un eventuale impatto con la terra di un meteorite. È il nostro universo sociale, con i suoi intrecci e interessi egoistici  irresponsabili che, sovrastando  il buon senso comune, che determinerà conseguenze devastanti per l’umanità. Ora, se questo è il pericolo, ancor di più dovremmo ascoltare il messaggio della scienza, e non impressionarci per ciò che è suggestione, modificare molte delle nostre abitudini, comportamenti e un certo modo di pensare, capire che tra la volontà soggettiva che decide delle nostre azioni e l'ipotesi di un evento astronomico catastrofico ci sono due ordini diversi e indipendenti di  rapporto causa-effetto.  Una dicotomia  tra due  realtà che  procedono su piani diversi con risultati diversi nel tempo e nello e nello spazio. Per questo ci dovremmo preoccupare più del nostro futuro prossimo che di quanto accadrà tra 5 miliardi o 1.000 milioni di anni. Già sarebbe eccezionale viverne un quinto. Ma  anche questa prospettiva è  troppo ottimistica se rapportata al modo come consumiamo e inquiniamo il mondo.
Un aspetto negativo che soltanto la piena coscienza e con essa la forte volontà possono contribuire a cambiare. La coscienza però non è un oggetto a prestito, ma un’ interiorizzazione dell’elemento oggettivo per assumerne le qualità. Da qui l’azione si fa consapevole e responsabile. I quattro giorni del festival hanno stimolano la curiosità e basta. Serve fare più di una lectio magistralis, programmandone nel corso dell’annopiù di una e in più sedi. Coinvolgendo più  cittadini possibile, giovani, studenti. Sicuramente per 2,00 € di scienza è conveniente impegnarsi, capire come vivere per dare più longevitàall’umanità futuro senza estinzione prematura.Ciò non solo è una necessità, ma anche il dovere di ognuno e soprattutto delle istituzioni preposte a tale scopo: Ministero dell’Istruzione e della Cultura, delle università con i suoi dipartimenti scientifici. E perché no! Avvalendosi anche di quei professori di scienza in concedo, che potrebbero mettere a disposizione il loro tempo.
Sarebbe un atto d'impegno civile e didattica sociale, a cui l’economia del profitto e dello spreco dovranno prestare attenzione. Economia che in un giogo perverso di affari e finanza crea e distrugge ogni equilibrio sociale, riducendo ogni rispetto per l’ambiente. Noi dobbiamo ribaltare questo rapporto: distruggere ciò che danneggia e creare ciò che serve affinché l’umanità, come già detto, non venga ad estinguersi per propria stupidità ancor prima, magari entro qualche centinaio di anni. Ad oggi le premesse ci sono tutte. Facciamo in modo che per soli 2,00 € la scienza continui a raccontare le sue scoperte, le sue teorie di calcolo, i suoi avvertimenti. E che la politica, come sistema regolatore di rapporti e interessi sociali, faccia silenzio, almeno per ora, non avendo nulla di meglio da dire come scienza e futuro per l’umanità. La scienza spiega il nucleo della materia, la funzione vitale di essa; la Chiesa invece lo spirito Santo e il mistero della Fede. Ma la scienza, per fortuna nostra, è l’unico modo di spiegare e capire il mondo e l’uomo per salvarli concretamente entrambi. Mentre tutto ciò che è posto al di fuori, nelle oscure profondità dell’universo galattico, come causa della fine del mondo, è l’ultima delle cose che deve preoccuparci.

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