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A difesa dello scienziato odierno, per cosi' dire, bisogna sottolineare che egli stesso non ha più' la statura intellettuale che si riscontra, invece, nello scienziato classico. Lo scienziato odierno non ha una visione del mondo cosi' ben strutturata da poter cogliere le conseguenze e gli effetti potenziali che, a medio termine, la sua attivita' di ricerca puo' determinare. Innanzitutto, perche' la sua ricerca stessa non e' in suo controllo: lo scienziato spesso lavora in laboratorio solo sullo sviluppo di un particolare aspetto di un certo problema, ottenendo risultati specifici che, a sua insaputa, saranno utilizzati magari da un altro team entro un quadro generale più' ampio. Ad esempio, uno scienziato che studia le reazioni delle cellule "y" di fronte alla proteina "¥" produce una serie di dati osservazionali che, a sua completa insaputa, saranno utilizzati in un altro laboratorio per elaborare un farmaco...oppure un virus. Quindi, come l'operaio alla catena di montaggio, lo scienziato perde di vista il risultato finale del suo lavoro di ricerca. Come un operaio intellettuale esegue un lavoro parcellare, che sara' utilizzato per altre vie dall'impresa che, in cambio di un salario, si appropria della proprieta' intellettuale dei dati osservazionali e sperimentali della ricerca. Per questo motivo fondamentale lo scienziato ha INCOSCIENZA dell'uso e delle finalita' della SCIENZA che egli stesso produce. Lo scienziato e' solo un ingranaggio della impresa di capitale che finanzia la sua ricerca, mettendo a disposizione della "nuda mente" dello scienziato i costosi mezzi di produzione della ricerca stessa (laboratori, attrezzature, sofisticati macchinari, ecc.). In secondo luogo, lo scienziato si forma gia' all'universita' con una visione specialistica e poi cresce, col lavoro di ricercatore, sviluppando un sapere settoriale che non riesce a cogliere l'intero. Un esempio e' eclatante: un medico specialista, ad es., un otorino-laringoiatra sa di naso e orecchio, ma non capisce nulla di extrasistole cardiaca o di dolori articolaro reumatici. Eppure e' un medico. Che si forma in una visione specialistica del corpo umano e della stessa scienza medica...figuriamoci rispwtto alla weltaunschaung sul futuro della umana civilta'. E, concludendo, anche uno scienziato team managera, che pure tiene sotto controllo tutti i risultati parcellari del suo team di ricercatori, ha una chiara e distinta visione del mondo (almeno non la ha di necessita', poi dipende dalla sua personale formazione culturale). Ad es., un grande scienziato come Zichichi e' stato esautorato dalla Giunta regionale della Sicilia, di cui era assessore, perche' "parlava sempre di raggi cosmici"...(e, forse, non capiva di politica, di economia o gli sfuggivano le dinamiche sociali della Sicilia, ecc.). In atre parole, Zichichi "parlava di raggi cosmici" ma non aveva una visione di come vanno le cose....cosi' ha spiegato Crocetta, il presidente della Regione Sicilia, ieri quando ha tolto la fiducia allo scienziato-assessore.