Sabato, 20 Maggio 2017 19:17

Un futuro ipotetico

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Assumiamo, a livello ipotetico, l’avverarsi delle seguenti previsioni.
- Metà della forza lavoro mondiale sarà sostituita nei prossimi decenni da macchine o algoritmi: nell’industria la rivoluzione tecnologica sarà molto più semplice (senza operai ma con tecnici per far funzionare gli impianti), in altri settori sarà più complessa.
- La trasmissione dati rivoluzionerà telefonia e telecomunicazioni.
- Negli ospedali tutto può essere automatizzato; si potranno inserire nel corpo sensori che controlleranno lo stato di salute (di chi potrà permetterselo); la gravidanza sarà extracorporea.
- Ci sarà lo sviluppo di un nuovo livello dell’elettronica (sistema di comunicazione G5); auto, camion, metro, treni, aerei saranno senza guidatore/pilota, i bambini potranno andare a scuola senza autista. In particolare, per le auto (Tesla, ecc.) e per i camion sono previsti 4 stadi di sviluppo: 1) il sistema non riceve informazioni sufficienti/corrette dall’esterno (occorre ancora un guidatore vigile); 2) Il guidatore interviene solo quando lo ritiene opportuno (ancora guidatore vigile); 3) l’auto agisce automaticamente di fronte ad ostacoli imprevisti o nelle manovre, per es. di parcheggio (guidatore parzialmente vigile); 4 l’auto giunge da sola a destinazione, senza alcun intervento umano (assenza di guidatore). L’informazione sull’ambiente esterno (traffico, clima) avverrà ogni 3 secondi.
- Necessità di controllo della popolazione (7 miliardi sono troppi). Cambiamento dei modi di vita in seguito all’automazione e alla telecomunicazione capillare. Diminuzione del lavoro umano e conseguente necessità di garantire a tutti un tenore di vita adeguato, anche senza lavoro. Possibile reddito di cittadinanza.
- Grandi multinazionali come Amazon, Microsoft e Google, svilupperanno progetti spaziali privati (per esempio, puntando a colonie di ricchi su Marte), anche in base alle ricerche su un possibile collasso ambientale. Da questo punto di vista e dal punto di vista della tecnologia in generale, Europa, USA e Cina si troveranno indietro rispetto alla Corea del Sud e al Giappone.
- Per l’ing. Kurzweil di Google la “singolarità tecnologica” – cioè il punto in cui il progresso tecnologico accelera oltre le capacità di comprensione/previsione degli umani, accadrà nel 2045: l’intelligenza artificiale si combinerà con quella biologica. Dal 2030 cominceranno ad essere sviluppati nanorobot da collocare nelle arterie e nella corteccia cerebrale; quest’ultima sarà connessa in “cloud”.
- La “delocalizzazione” della produzione (alla ricerca di una diminuzione del costo del lavoro) andrà “in saturazione”; ci si può chiedere dove e come gli imprenditori potranno far crescere i loro profitti.
Di fronte a queste previsioni, se gli sviluppi tecnologici previsti non saranno volutamente frenati, si prospetta un sistema sociale in continuo movimento e cambiamento. Per mantenere un controllo razionale sulla suddetta evoluzione, si dovranno elaborare proposte socialmente ed economicamente consistenti. Naturalmente vi saranno cultori della “distopia” che prevede una società di pochi privilegiati, assistiti da una classe di ricercatori, tecnici e forze dell’ordine, quest’ultime organizzate in modo da tenere a bada una massa di emarginati ridotti ad un livello a mala pena sufficiente per poter sopravvivere (distopia oligarchica). D’altra parte, anche questa ipotesi appare incompatibile con un’economia che ha comunque un crescente bisogno di consumatori.
Le forze intellettuali dovrebbero quindi intervenire con maggiore decisione (anche tramite i mezzi di comunicazioni di massa) per rendere i cittadini ed i lavoratori consapevoli delle conseguenze di un progresso tecnico che cambia le loro prospettive di vita e di lavoro.

Come riflessione generale sulla crescita del patrimonio tecnico-scientifico proponiamo il seguente intervento.

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