Venerdì, 12 Aprile 2013 00:00

La cattiva comunicazione fa male alla politica

Scritto da

SpotPolitikNon sono i soli, ma i politici italiani non sanno comunicare. Lo sostiene – e lo dimostra – un piccolo libro di Giovanna Cosenza che invita chi fa politica a un bagno, se non di umiltà, di realismo (“Spot politik. Perché la «casta» non sa comunicare”, Laterza, Bari 2012). Il libro è stato scritto prima delle recenti elezioni politiche, ma è diventato ancor più attuale dopo i risultati che ne sono emersi.

Accanto ai pochissimi protagonisti della competizione elettorale che, giocando sulla falsificazione e sulla strumentalizzazione, hanno parlato solo alla “pancia” della gente, unicamente a loro vantaggio e., non a beneficio del Paese, tutti gli altri non hanno saputo cogliere gli umori diffusi, le condizioni in cui famiglie, disoccupati, esodati, giovani alla ricerca del primo lavoro, sono costretti a dibattersi quotidianamente. Accompagnando alla mancanza di sensibilità verso i problemi, spesso drammatici, che i cittadini e il Paese si trovano di fronte, anche l’incapacità di delineare programmi di risposta alla crisi e di recupero della fiducia in una possibile ripresa.

Un secondo errore è di natura eminentemente tecnica ed è su questo versante che il libro di Giovanna Cosenza, che insegna Filosofia e teoria dei linguaggi all’Università di Bologna, offre una impietosa casistica degli errori più gravi e sistematici dei nostri leader politici che si dimostrano impreparati e presuntuosi. E, c’è da aggiungere, anche disonesti, quando partecipano ai presunti dibattiti televisivi praticando la tecnica della sopraffazione, impedendo agli avversari di esprimersi, e abbandonandosi alla più smaccata demagogia, dando semplicemente e squallidamente spettacolo, e negando ai telespettatori la possibilità di capire la natura dei problemi trattati e la portata delle eventuali proposte formulate per la loro soluzione.

La comunicazione, si legge nel libro della Cosenza, non è sufficiente, ma necessaria. Non solo in politica. La buona comunicazione, naturalmente. Senza una comunicazione tecnicamente efficace anche i migliori programmi (i contenuti della comunicazione) sono destinati al fallimento.

Ma i buoni comunicatori – e i buoni politici – non si improvvisano.

Letto 2387 volte

Lascia un commento