Domenica, 24 Maggio 2015 00:00

Carlo Rubbia - Energia e sviluppo delle risorse.

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Se la crescita del PIL e' funzionale all'economia di ogni nazione, la sua riduzione forzata, dalla negatività delle circostanze della crisi, non può che comportare meno ricchezza collettiva. Oggi tutti, di fronte alla globalizzazione, alla crisi dei mercati per un surplus di merci prodotte e non vendute, al costo delle materie prime, fondamentali alla produzione industriale, alle politiche economiche di governi e parlamenti incapaci di dare giuste soluzioni ai tanti problemi sociali, come la disoccupazione, con % impressionanti e irreversibili, conseguente, anche, per l'esteso uso della nuove tecnologie applicate all'industria, nei servizi, riducendo sempre più l'uso della mano dell'uomo, ci dovremmo seriamente porre una domanda: quale futuro apparterrà alle nuove generazioni? Dipende! Dipende da come si vorranno affrontare le complessità della modernità, le sue innumerevoli realtà connesse alle dinamiche economiche, ai rapporti sociali, alle garanzie per assicurare ricchezza, benessere materiale, senza discriminazioni per evitare conflitti sociali. Certo, la risposta non sarà semplice ma necessaria! Cominciamo col dire che in uno scenario di crisi globale, come l'attuale, anch'essa, l'economia di mercato, e' la risultante di una energia psichica, che aziona la volontà per scopi di scambio, interessi di potere commerciale, finanziario, determinando la sua variabilità e, di conseguenza, la variabilità del livello di benessere o malessere sociale. Da qui l'assunto che ogni azione, in genere, necessità di energia. Ed è per questo impossibile immaginare un Mondo senza energia. Guai! Ma se ciò dovesse accadere sappiamo già che lo scenario dell'umanità intera cambierebbe drammaticamente, tra disperazione ed estinzione. Più facile e' immaginare un Mondo pulito, meno inquinato, nel rispetto dell'ambiente, della natura. Purtroppo c'è più relativismo in quest'ultimo che certezza nel primo. Oggi sul tema, molto dibattuto, delle risorse energetiche, e' interessante prendere atto di quanto sostenuto dal premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, in una delle sue "Lectio brevis ", ha sostenuto che la migliore risorsa energetica, per il futuro dell'umanità, per le sue necessità materiali e sempre più consumistiche, e' e sarà il gas naturale, non convenzionale: lo shale gas. Un gas che si trova tra 2 e 3 km. di profondità dal suolo terrestre intrappolato nelle rocce sedimentarie ricche di materiale organico, una risorsa di quantità maggiore rispetto al carbone. Molte nazioni hanno, nel loro sottosuoli, tali quantità da sfruttare e Gli Stati Uniti hanno già iniziato l'estrazione nei propri sottosuoli, ottenendo una notevole riduzione del costo energetico ed una, non meno importante, ridotta emissione di CO2. Mentre altri paesi, altrettanto ricchi di gas da scisto e con alto sviluppo industriale e consumistico hanno o inizieranno l'estrazione. Fatto altrettanto interessante e' l'altra fonte di energia gassosa che si trova in quantità enormi nei fondali degli oceani i clatrati. Con questa si andrebbe a garantire energia per millenni. Ma si è ancora in una fase di studio e bisognerebbe investire più risorse economiche. Ora prendendo atto di quanto descritto da Rubbia, sulle nuove indicazioni di fonti energetiche, meno costose e oltretutto meno inquinanti di CO2, aggiungendo fonti alternative come: l'eolica, il solare, la specificità e l'insieme di queste alternative sopravanzano di molto in sicurezza ambientale l'uso del nucleare, per ora, teoricamente confinato ai margini di una soluzione non più praticabile a causa dell'accumulo di scorie radioattive, della loro pericolosità, non riciclabilità e temendo conto delle conseguenze degli imprevedibili terremoti, non ultimo quello del 2011 a Fukushima. Anche perché la ricerca tecnologica sul nucleare e' in ritardo e non è detto che riesca a migliorarsi per poi essere fonte sicura di energia. A questo punto pur convenendo sulle soluzioni e ragioni, addotte giustamente da Rubbia, si potrebbe considerare anche un altro aspetto che, sul piano del risparmio energetico ed economico, andrebbe ad aggiungersi positivamente a queste. Ad esempio, si suppone già che una nuova politica energetica che sia seria e responsabile, imponga un razionale consumo dei beni di produzione industriale, con una significativa riduzione degli stessi , portando la società ad un livello comunque soddisfacente rispetto all'attuale. Contestualmente, ancora meglio, mantenendo una qualità soddisfacente dei beni di consumo industrialmente prodotti potrebbe accrescere il potere d'acquisto dei consumatori, uscendo così da un circolo vizioso dell'acquisto di beni superflui, poco durevoli. Più dura, meno inquina, meno costa. Anche perché non c'è ragione sufficiente perché il consumo da spreco, debba rimanere immutabile nel tempo. Nei fatti questa tendenza a migliorare intelligentemente il consumo produce sia qualità di vita sia qualità ambientale. Ma fino a quando prevarrà una conduzione politica, economica, incapace di comprendere realmente ciò che serve al futuro del Mondo mantenendo, invece, in maniera irresponsabile, inalterate condizioni sociali sprovviste di certezze e non intervenendo adeguatamente con giuste e concrete soluzioni di politiche economiche, industriali, la società potrebbe convergere a giuste forme di consumo senza penalizzare il mercato e renderlo meno vulnerabile. In tutto questo la Scienza, da sola, non può sostituirsi alla politica dei rispettivi governi nazionali. Non è suo compito. Essa può dare solo giuste indicazioni a cui la politica dovrebbe prestare più ascolto facendone buon uso. Tutto qui!

 

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