Martedì, 14 Giugno 2016 15:30

Complotto per creare il mondo di "nessuno"

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Esercitare l’intelletto, qui in Calabria (ma non solo), vale a dire produrre pensieri, è come voler vendere granite al Polo Nord: non ci sono clienti. Un articolo o un libro vale zero, perché nessuno è disposto a retribuirli, e pochi a pagare per leggerli. L’intellettuale che si mette a ricercare od a scrivere qualcosa, sa perfettamente dell’assoluta assenza di ritorni, sia economici, sia di attenzione al suo lavoro.
Parlando di “intellettuale” devo anche chiarire quella che considero la sua definizione: è un uomo (o una donna) colto, intelligente, curioso e non schierato politicamente, socialmente e religiosamente: libero.
Ciò detto, eroicamente esprimo un mio pensiero nella prevista, ed ovviamente meritata, indifferenza generale.
Alcuni giorni fa ho letto la lettera inviata da una giovane italiana ad una delle solite rubriche di lettere al giornale (o al direttore).
La ragazza, trasferitasi da tre anni a Londra, si diceva perfettamente inserita in quanto aveva trovato lavoro in un’importante agenzia di pubblicità. Si definiva quindi una “creativa” che usava “cervello e fantasia”. Poi concludeva esprimendo la sua riprovazione per il panico che in Italia si stava sviluppando a causa dell’afflusso di tanti stranieri africani ed orientali. Lei, diceva, lì a Londra non si era sentita mai “straniera”.
Naturalmente il “risponditore automatico”, normalmente attivato nei giornali, e che in genere sceglie le domande dei lettori in base alle finalità propagandistiche più incalzanti, propinava, nel solito brodo di uno straziante buon senso (sic), l’auspicio (ecco il messaggio) di un tale positivo futuro anche per noi (poveri retrogradi), nonché la confortante possibilità che la laicità e la modernità della politica londinese (espressa, chi sa come, a suo dire, dall’elezione di Sadiq Khan) ci potesse essere di modello evolutivo.
Ora, stabilito il fatto, e non l’opinione, come ho chiarito in un precedente articolo, che a Londra esiste una maggioranza di immigrati extracomunitari, o di origine estera orientale, che è stata alla base dell’elezione di un musulmano di origine pachistana, ne scaturisce la sintesi, vale a dire il “messaggio”, che la nostra evoluzione sarebbe legata all’instaurarsi di tali esterne maggioranze extracomunitarie.
Il prezioso suggerimento evolutivo viene porto sic et sempliciter, senza il minimo accenno ad un’analisi esplicativa che chiarisca i vantaggi di un tale evento.
O meglio, quei pochi che cercano di giustificarlo, denunciano l’esistenza di un processo di scomparsa del genere umano italiano, dimostrando tale sciagura con l’avvenuta diminuzione della popolazione di circa 150 mila unità.
Va da sé che la popolazione italiana è stata per decenni ampiamente in eccesso di crescita demografica, e che una leggera flessione sarebbe, non solo non una rovina, ma un evento quanto mai auspicabile.
Ma cerchiamo i motivi reali di questa illogica posizione, analizzando le parole della ragazza italiana trasferitasi a Londra.
Non si sente “straniera”, lei dice, pur vivendo in una metropoli “straniera”, parlando una lingua “straniera”, mangiando un cibo “straniero”, vestendo una moda “straniera”, leggendo notizie “straniere”: come mai? Perché, come dice lei stessa, lavora consegnando il suo “cervello e la sua fantasia” al servizio di una pubblicità alle multinazionali che: costruiscono città per “nessuno”, propongono una lingua unica di “nessuno”, producono e vendono cibo e beveraggi anonimi per “nessuno”, producono una moda per “nessuno” e divulgano notizie globali per “nessuno”. Un “nessuno” che non è mai “straniero”.
Ecco il “movente” dell’orribile complotto: trasformare le società mondiali con storie, tradizioni, e culture proprie, nelle quali si sviluppano città particolari, lingue e dialetti particolari, cibi e bevande particolari, abiti particolari, nonché notizie particolari, in un’unica società di “nessuno” alla quale imporre i propri uniformati prodotti fisici e mentali (il “non pensiero” unico).
Un globale allevamento intensivo di esseri umani in batteria: un “mondo di nessuno”.
Per attuare questa mostruosa macchinazione esiste una smisurata disponibilità economica delle multinazionali (ecco il “modo”) perfettamente in grado di acquisire pochi centrali elementi di controllo del pensiero sociale (ecco “l’opportunità”): “L’intendenza seguirà”, come diceva Napoleone, esprimendo la forza delle decisioni prese dal vertice. E l’intendenza, infatti, anche con una certa supponenza, sta, beotamente, seguendo.
La “diversità” degli Stati, delle regioni, direi anzi degli stessi Comuni, è la principale creatrice della cultura; e dalla distruzione della prima, discende, inesorabile, quella della seconda.
Concludo con un esempio prosaico ma efficace: l’inserimento di una maggioranza di Kebab a Parma provocherebbe, sia la distruzione dello stesso, sradicato dalle sue tradizioni territoriali, sia quella del Prosciutto di Parma, rifiutato dalla religione islamica, con l’inevitabile vittoria finale delle multinazionali e globali polpette McDonald’s.
Quando l’inganno sarà completato, all’alieno sbarcato sulla terra che ci chiederà: “Ma chi vi ha ridotto così?”. Noi, sorseggiando con aria assente e rincretinita una Coca Cola, risponderemo come Ulisse a Polifemo che gli chiedeva chi lo avesse accecato: “Nessuno.”.

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